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Storia del Calcio a 11 maschile

Calcio Maschile - Storia del Calcio Maschile

La storia di questa squadra risale ancor prima di quella della Polisportiva, anzi a dirla tutta, la Polisportiva nasce proprio da una squadra di calcio che in origine si chiamava bar milleluci. Ancor prima le squadre si costituivano in maniera spontanea solo per fare il classico scapoli e ammogliati o la partita della domenica quando il tempo era bello, erano gli anni 60 e la gente a quell'epoca viveva in un modo un pò diverso da quello odierno, i giovani erano in fermento, nuove idee si manifestavano all'orizzonte, e le persone sentivano di nuovo il bisogno di aggregarsi, di sentirsi parte ed essenza di un qualcosa non ben definito, erano tempi in cui si abbandonavano le campagne, dove i bar del paese erano il punto principale di aggregazione e di confronto. Nascevano così i club in favore della squadra di calcio dell'Arezzo, neo promossa in serie B Nazionale, venne così istituito il Club Amaranto, calciatori critici e tifosi, amici ragazze bionde e le prime serate in sala da ballo, quel gruppo, si numeroso, che seguiva anche le trasferte dell'Arezzo, si ritrovava poi nel campo dismesso della Fornace, a mettere in pratica le proprie doti di calciatore e nel tentativo già di emulare i più forti giocatori delle serie Nazionali. Si cominciò ad iscriversi in alcuni tornei estivi, soprattutto a Patrignone e a Pieve al Toppo, la squadra si chiamava Bar Milleluci, qualche volta anche Scatolificio Tiberis, grazie allo sponsor che forniva le magliette (amaranto). Ricordo che nelle vecchie ormai, prime stagioni della Stella Azzurra, da qualche cassetto in sede, saltava fuori una maglietta mezza rinsecchita dello scatolificio Tiberis, o del Bar Milleluci, maglie gialle quest'ultime, che con l'odore e l'aspetto di vecchio, sapevano di antiche sfide e lotte all'ultima corsa sulla palla, in quei campi in notturna dove l'odore delle bruschette alla griglia si mescolava a quello dell'olio canforato che i giocatori amavano spalmarsi nelle gambe. Bei tempi, e anche la squadra era forte, si ricordano il portiere insuperabile, e giocatori di tecnica sopraffina che sempre hanno caratterizzato questa squadra, fin dai primi tempi.

Erano gli anni settanta, e ben presto i tornei estivi non bastavano più e si arrivò così all'idea di formare una vera e propria società che designasse definitivamente la squadra di calcio col nome ufficiale di Stella Azzurra, perchè questo nome? questo è ancora oggi motivo di discussione tra i vecchi capi e il consiglio degli anziani, basti solo che per non scontentare nessuno venne scelto il colore azzurro che poi è anche quello nazionale sportivo. Le prime formazioni militarono nel campionato amatoriale del CSI ( Centro Sportivo Italiano) e subito si distinsero come squadra tosta e combattiva, venne anche organizzato un settore giovanile, con formazioni di giovanissimi e allievi, molti degli attuali giocatori hanno militato in quelle storiche formazioni. Col tempo il modo di fare settore giovanile a livello generale, cambiò in favore di un impronta più professionistica, il carattere amatoriale della Stella Azzurra e le varie attività che essa svolgeva compromisero la gestione delle squadre giovanili, inoltre molti giovani si iscrivevano a squadre più agonistiche della zona, così da far calare il numero degli iscritti, gli allievi crescevano e la società si ritrovò a prendere la decisione di abbandonare il settore giovanile. Detto questo è da notare il fatto che negli anni seguenti la Polisportiva si vide costretta ad organizzare ed allestire due squadre, tanti erano gli iscritti, naque così ma solo per un paio d'anni, la stella azzurra A e quella B dove si cimentavano diciamo così le riserve o i più giovani, vi lascio immaginare i derby tra le due squadre che il giovedì degli allenamenti si infiammavano alla Fornace. Il ristrutturato campo della Fornace era ed è ancora un terreno molto insidioso, con le sue asperità non permette controlli sempre precisi e il gioco che ne vien fuori è sempre arrembante visto che la palla cambia spesso proprietario. Così non fu verso la fine degli anni ottanta e i primi del novanta, in quegli anni la palla era roba nostra letteralmente, la formazione di quel tempo riuscì a vincere 4 campionati di fila con risultati a dir poco tennistici, avevamo una coppia d'attacco che faceva in media 35 goal a stagione, un anno più di 40, con l'aggiunta di una difesa impenetrabile, tanto da far smettere di giocare il portiere che da quella volta non ha più giocato in quel ruolo. Anche in quegli anni come sempre non mancarono purtroppo le note negative, a seguito di queste memorabili stagioni, arrivò un periodo di terribile decadenza, soprattutto per la serie incredibile di infortuni molto gravi che caratterizzarono quegli anni. I superstiti tentarono con alterne fortune di ripetere quelle stagioni inarrivabili, a metà degli anni novanta ritornammo a vincere il campionato, e lentamente si ritornò su livelli discreti alternando annate bruttine ad altre entusiasmanti, comunque quello che ha sempre caratterizzato tutti i giocatori, è stato un profondo attaccamento alla maglia, qualche volta anche troppo. Si arriva così agli anni 2000, la categoria nel frattempo è cambiata, dal CSI si passo prima all'ARCI e infine alla UISP, quelli di questi anni sono campionati duri e con squadre di ottimo livello, anche l'età media si è abbassata molto, difficile trovare più di uno o due giocatori vicino o oltre i quaranta, mentre negli anni passati vi erano intere compagini over trenta. Nonostante tutto siamo sempre lì, nella massima categoria e con gruppi molto interessanti di giovani promettenti, la nostra storia è cominciata più di trenta anni fa, grazie al sogno di alcuni ragazzi del luogo, e continuerà ancora per molti anni, raccogliendo e riunendo chiunque nel paese abbia voglia di dare due calci ad un pallone.

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